Perché il turismo enogastronomico è importante per l’Italia?
Turismo enogastronomico ed enoturismo

Officine Turistiche | Ecco perché il turismo enogastronomico è importante per l’Italia.

Turismo enogastronomico in Italia

L’Italia, dal punto di vista del Food & Wine è uno dei paesi più appetibili a livello internazionale. Vino e cibo sono infatti vissuti come cultura ed esperienze attraverso le quali entrare in contatto con un territorio, in un modo più immediato rispetto ad attività tradizionali. Secondo l’ENIT, l’ente di promozione turistica del nostro Paese, l’Italia del turismo non può prescindere dal made in Italy, dalle eccellenze enogastronomiche e dalla cultura del cibo per promuovere la propria identità ed il proprio valore. Anche uno studio internazionale sul turismo enogastronomico, il Food Travel Monitor 2016 di WTFA, un’organizzazione non-profit che ha come missione creare opportunità di sviluppo economico per le industrie food, beverage, travel e hospitality, rivela importanti dinamiche di mercato e indica come le attività turistiche legate a vino e cibo condizionino la scelta di una destinazione e favoriscono l’acquisto di generi alimentari tipici di un luogo una volta tornati al Paese d’origine. Informazioni queste molto rilevanti per la nostra nazione che su turismo, vino e cibo, oltre ad arte e cultura, può basare il rilancio dello sviluppo economico e sociale. Quello enogastronomico è dunque un tipo di turismo che rappresenta un’opportunità da cogliere, non solo per le aziende direttamente collegate al wine & food ma anche per anche per altre attività locali, come ad esempio negozi e musei. Il turista enogastronomico, o l’enoturista, ha inoltre una propensione alla spesa più alta: per la spesa in prodotti tipici durante il viaggio, perché partecipa ad altre attività durante il viaggio, perché acquista prodotti tipici da riportare a casa dopo il viaggio. Inoltre condivide maggiormente la propria travel experience sui social media, ed è probabile che a casa propria acquisti i prodotti che ha degustato nel corso della sua vacanza enogastronomica. La percezione poi dell’Italia all’estero, come meta relativa al turismo enogastronomico, è molto positiva tanto che Cina e Stati Uniti la considerano l’unica meta enogastronomica superando paesi come Spagna e Francia.

Pensiamo che il turismo enogastronomico sia la chiave d’accesso per conoscere il territorio, la storia e la cultura del nostro paese attraverso i prodotti, le persone che li creano e l’ambiente in cui nascono.

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Alcuni dati sul turismo enogastronomico:

L’Italia sta registrando il costante aumento della domanda di turismo enogastronomico; lo dimostra anche l’ultimo rapporto dell’Osservatorio sull’Enoturismo redatto dal Corso di Perfezionamento Universitario e Aggiornamento Culturale in “Wine Business” dell’Università degli studi di Salerno e realizzato per conto dell’Associazione Città del Vino, che stima in oltre 2,5 miliardi di euro la spesa effettuata nel 2015 dai turisti del vino in Italia, condivisa tra cantine e territori, mentre per il 2016 si stima che sia stato superato il tetto di 14 milioni di visite enoturistiche. Calcolando che la spesa media enoturistica (viaggio, vitto, alloggio, bottiglie acquistate in cantina, ecc.) è stimata a circa 190 euro, il fatturato emerso dalla ricerca a campione si aggira intorno a 2,1 miliardi di euro nel 2014 e a 2,6 miliardi nel 2015. Considerando i valori generali di stima, è ragionevole affermare che il valore globale dell’enoturismo in Italia si confermi sui 2,5 miliardi di euro.

Il profilo dell’enoturista:

  • Visita i territori di produzione del vino e le cantine, partecipando agli eventi legati al vino.
  • Le motivazioni che lo spingono sono principalmente legate alla degustazione dei prodotti e all’esperienza delle caratteristiche dei luoghi di produzione (Romano e Natilli, 2008).
  • Possiede caratteristiche articolate (Charters & Ali -Knight, 2002), in termini di livello culturale, sensibilità all’arte, reddito, esperienza (e altre caratteristiche minori).
  • Esiste una sottile, ma importante, distinzione tra “turista del vino” e chi visita semplicemente le cantine e/o acquista i prodotti nei luoghi di produzione (Mitchell, 2006).
  • Nel profilo dell’enoturista conta molto l’aspetto esperienziale collegato al territorio di produzione: il vino è elemento centrale di un universo più ampio che coinvolge altri elementi territoriali e che differenziano il turista dal semplice appassionato del prodotto.

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About Author

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Guido Clerici
Guido Clerici | Fotografo dal 1990, iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti dal 2004, ha pubblicato copertine, servizi redazionali e pubbliredazionali sui più importanti magazine italiani ed internazionali (GQ Italia-Germania-Russia-Spagna, AD Russia, Traveller Russia, Max, Abitare, Interni), ritraendo celebrità italiane ed estere come John Malkovich, Casey Stoner, Chef Cracco, Vico Magistretti, Winton Marsalis, Pistorius e molti altri ancora. Collabora con aziende, studi di architettura e di design realizzando immagini per brochure, cataloghi e siti web. È stato rappresentato da Grazia Neri, la prima agenzia fotografica italiana, ed attualmente dall’Agenzia LUZphoto di Milano. Oltre che di fotografia si occupa di vino, gastronomia e turismo. Tra il 2010 e il 2012 consegue i titoli di Direttore Tecnico di Agenzia Viaggi, il Diploma di Sommelier con l’AIS e il Titolo di Assaggiatore formaggi con l’ONAF. Con Officine Turistiche, una piattaforma on line le cui principali attività sono correlate alla proposta di itinerari e percorsi enogastronomici fortemente basati sulla mobilità sostenibile, offre servizi quali realizzazione di servizi fotografici, creazione siti web ed organizzazione eventi.